Compost, scarti utili e quelli da evitare per produrlo

Negli ultimi anni, con una questione dei rifiuti, soprattutto in alcune città, sempre più complessa, si sono cercate varie strategie per tentare di trovare una soluzione efficace e duratura a tale problematica. Una delle svariate opzioni per smaltire la spazzatura prodotta e organizzare una più efficiente gestione dei rifiuti a Roma o in altre località, è quello del riciclaggio dei materiali di scarto. E questo processo di riciclo si può svolgere attraverso diversi metodi.

Uno di tali metodi è del tutto naturale e viene effettuato ormai da anni in altri Paesi ed ha una tradizione lunga secoli, anche se spesso non è molto conosciuta. In effetti, in Italia, questa soluzione per riciclare una parte dei materiali di scarto è poco diffusa, soprattutto nei centri abitati. Parliamo del cosiddetto “compost“, un materiale fertilizzante straordinario, la cui produzione non è affatto complicata e deriva proprio dalla trasformazione di un certo tipo di scarti alimentari e organici.

Tale fertilizzante, che consiste in una sorta di terriccio di colore scuro, si ricava da un processo naturale di ossidazione e modificazione delle componenti presenti all’interno di diverso materiale organico, favorito dalla presenza di minuscoli organismi, quali batteri e funghi. Il trascorrere del tempo, il giusto livello di umidità e di ossigeno, facilitano questo processo di trasformazione naturale di tali sostanze, producendo alla fine un ottimo fertilizzante. Cerchiamo di capire tuttavia quale genere di scarti sono utili e quali, invece, si devono evitare per produrre del compost.

Gli scarti ottimali da utilizzare

Tra quelli alimentari sono buoni gli avanzi della cucina, i gusci delle uova e tutto ciò che deriva dalla pulizia di verdura o bucce. Sono compresi anche eventuali fondi del caffé o del té. Si possono utilizzare anche gli scarti derivanti dal giardinaggio, quali foglie, piccoli rami, fiori ormai appassiti, gambi e residui di eventuali potature. Inoltre, sono ottimi anche il cartone, la segatura ed eventuali trucioli, purchè derivanti da legno non trattato.

Scarti utili ma da usare con attenzione e non di frequenza

Tra questi vi sono il pane secco; gli alimenti cotti ma in quantità modesta, per evitare la fastidiosa presenza di animali o eventuali formiche; residui alimentari di origine animale; foglie provenienti dal faggio, castagno o magnolia, oltre agli aghi di pino, in quanto si degradano solo lievemente. Queste ultime, comunque, si devono mescolare con altri materiali o sostanze maggiormente biodegradabili.

Scarti non adatti e da evitare

Sono assolutamente sconsigliati o dannosi per la produzione di compost gli agrumi, qualsiasi tipo di tessuti, la cenere prodotta dalle sigarette, il legno trattato o verniciato, piante o resti di queste su cui sono stati utilizzati degli insetticidi, riviste o della carta di tipo patinato e, infine, vernici e naturalmente qualsiasi prodotto chimico. Tutti questi materiali di scarto dovranno essere quindi smaltiti nella maniera tradizionale.

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